Contapassi, questo sconosciuto, come funziona in realtà

Smartwatch, Fitness band e Smartphone, sono ormai tantissime le categorie di gadget che sfruttano delle applicazioni o che sono state appositamente create per funzionare da contapassi. Esistono accessori in commercio che possono costare da qualche decina di euro, fino a migliaia, ma alla fine come funzionano? Sono veramente precisi? Come fanno a capire quanti passi facciamo? Scopriamolo insieme. Parlando delle band o degli Smartphone, ognuno è collegato alla sua app (Fit, Runtastic etc etc), nel momento in cui effettuiamo il primo accesso, solitamente, ci vengono chiesti i dati relativi alla nostra fisicità, dati che verranno utilizzati per calcolare anche la lunghezza media del nostro passo. Quindi, alla fine la distanza percorsa sarà uguale al numero di passi per la lunghezza di ognuno di essi. Ma andiamo a vedere il funzionamento del contapassi

accelerometro2

Ma qual è il componente che misura il numero di passi? L’accelerometro si occupa di tutta questa parte calcolando, come suggerisce il nome, la variazione dell’accelerazione del corpo riuscendo a capire anche la direzione in cui quest’ultimo si sta muovendo.

(L’accelerometro, per esempio sugli Smartphone, interviene anche in altri processi per esempio sulla rotazione automatica dello schermo). La variazione di accelerazione viene successivamente convertita in segnali elettrici ben precisi che il processore è in grado di analizzare e trasformare in dati che visualizzeremo sulla nostra app o sul nostro dispositivo wearable. I passi vengono conteggiati tramite algoritmi che analizzano l’ampiezza del movimento, e che riconosceranno il “passo” solo entro certe soglie. Ma molte volte i movimenti possono essere falsati, per esempio come nel caso di guida su strada incidentata, potremo avere un aumento dei passi mentre il muoversi  su una superficie morbida potrebbe ridurli. Come in molti campi, abbiamo accelerometri più precisi ed altri meno,  riuscendo a misurare le variazioni che avvengono su due o tre assi.  Nel primo caso, il meno preciso, le variazioni di accelerazioni possono essere misurate solo sul piano orizzontale o verticale. Nel secondo caso, invece, l’accelerometro è in grado di effettuare misurazioni nel campo tridimensionale, risultando quindi più preciso. Analizzando questi dati avremo informazioni dettagliate su ogni movimento effettuato, persino durante la notte, infatti il rilevamento del sonno avviene proprio grazie a questi principi. Nelle ore notturne, molte app dividono il nostro sonno in:

  • Sonno leggero: quindi ci stiamo muovendo durante il sonno
  • Sonno pesante: il nostro corpo si muove poco
  • Rimasto sveglio per: nel caso in cui ci svegliassimo durante la notte

In conclusione? Possiamo affidarci?

Diciamo che, secondo me, il contapassi può risultare un giusto compromesso per capire in che direzione, in termine di movimento, stiamo andando. Avremo momenti in cui i passi conteggiati saranno di più, mentre altri in cui lo saranno meno, quindi nell’arco delle 24 ore avremo un giusto compromesso ed una cifra su cui possiamo affidarci

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